Per me essere counselor significa prima di tutto imparare a vedere il mondo con gli occhi di chi ho davanti. Da lì nasce tutto il resto: stargli accanto, supportarlo e allo stesso tempo aiutarlo a rispolverare quelle risorse che già possiede e che lo rendono unico, quelle che gli permettono di stare nel mondo nel modo più appagante per lui. È un cammino fatto di consapevolezza: accompagnare la persona a riconoscere i propri funzionamenti interni, a dare un nome a ciò che si muove dentro di lei. Tutto questo dentro uno spazio di ascolto accogliente, dove non esiste giudizio ma solo la possibilità di guardarsi con onestà e sentirsi accolti per come si è.
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